Jarrett

… faccio musica, ma non per motivi strettamente musicali. E nemmeno voglio insegnare qualcosa, cerco solo di vivere un’esperienza e questa esperienza è la comunicazione… Quando uso la parola “processo”, potrei anche dire “esperienza”. L’esperienza di essere lì, improvvisando dal nulla, è il passaggio dall’esperienza di non toccare il piano a quella di toccarlo. Non è tanto importante il tipo di musica che faccio, quanto il fatto stesso di toccare il piano…
…La cosa ridicola, quando la gente scrive di musica, è che scrive di fatti, di cose tecniche. Nessuno dice: «Come si fa a diventare musicista?» Parlano solo della tecnica…
…C’è un esercizio [utile]: stai camminando per la strada e vedi un pacchetto di sigarette nel fango; prima di fare qualsiasi altra cosa, cerca di ricordare di cos’era in origine. Di cosa è fatto? Di carta e cellophane. Di cosa è fatto il cellophane? E una sigaretta? Di carta e tabacco. Bene, la carta viene dagli alberi e il tabacco si coltiva, ma di cosa è fatto il filtro? È fatto di schiuma, da cosa viene la schiuma? Guardiamo le cose, stringiamo un bicchiere e non sappiamo neanche cos’è. Questo tipo di esercizio può rivelarti molto. Sembra semplice. Devi solo cercare di trovare l’origine delle cose che vedi. Da dove vengono? Allora forse comincerai a guardare anche te stesso, in questo modo…
Keith Jarrett, Il mio desiderio feroce – 1994 Roma
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